3 aprile 2025

Lontane da Gaza

di Emma Garroni*

La stanza risuona di voci: arabo e inglese si mescolano nei sorrisi e nelle parole cordiali riservate a quelle persone che si ha davvero voglia di conoscere.

Ci troviamo a Betlemme, nell’ufficio di Pro Terra Sancta, dove le donne della città imparano a cucire e a ricamare grazie a un corso di formazione online tenuto da Maha, una ragazza di Gaza rimasta bloccata in Egitto dopo lo scoppio della guerra. Maha si è reinventata, trasformando la sua attività di artigiana in un corso erogabile digitalmente, capace di annullare le distanze e le barriere della guerra.

Maha non è l’unica cittadina di Gaza costretta a un esilio non voluto: tra le donne che siedono in questa stanza ce ne sono tre che vengono da Gaza e che ora non possono più farvi ritorno. I veli colorati incorniciano i loro volti, segnati dal dolore e dalla forza necessaria a rimanere salde.

Afghanistan: tra aspirazioni di rinnovamento e il peso della tradizione

Dopo anni segnati da conflitti e instabilità, l’Afghanistan sembra attraversare una fase di relativa calma. Tuttavia, le sfide interne e le tensioni geopolitiche restano profonde, mentre il Paese si trova a un bivio tra il desiderio di cambiamento e il radicamento di antiche strutture sociali e religiose.

di Emilio Asti

Finora sull’Afghanistan è stato detto molto, forse troppo, ma ora il mondo sembra dimenticarlo. Un Paese sconvolto da anni di conflitti, ma anche ricco di ideali e speranze, purtroppo ancora in preda a gravi problemi umanitari. Dall’11 settembre in poi non sono mancate accuse e pregiudizi contro l’Afghanistan e il suo popolo, ma nessuno degli attentatori era afgano, e lo stesso Bin Laden, ritenuto l’organizzatore degli attacchi, era saudita.

Da metà agosto 2021, con la ripresa del potere, i Talebani si sono trovati a governare con scarse risorse, isolati politicamente e costretti a fronteggiare le minacce dell’ISIS. Rispetto al primo regime talebano, hanno mostrato un volto più moderato, cercando di smentire le preoccupazioni internazionali. Il loro ritorno al potere ha provocato una fuga precipitosa di migliaia di persone, descritta dai media con immagini drammatiche, paragonate, talvolta con eccessi, alla caduta di Saigon e alla fuga dal Vietnam del Sud.

Il Premio Sunhak per la Pace: Un Faro di Speranza per la Cooperazione e la Pace Globale

A cura della Redazione

1. Introduzione al Premio

Il Premio Sunhak per la Pace, istituito nel 2014 dalla Dott.ssa Hak Ja Han Moon, è un riconoscimento internazionale che celebra individui e organizzazioni impegnati nella realizzazione della visione di un mondo pacifico come “un’unica famiglia sotto Dio.” Riconosciuto come uno dei più prestigiosi premi per la pace a livello globale, il Sunhak Peace Prize continua a promuovere il dialogo e la cooperazione per affrontare le sfide del nostro tempo.

2. Ideali FondamentaIl Premio si fonda su tre principi cardine:

Sviluppo Umano Sostenibile: Promuovere una crescita economica e sociale che soddisfi i bisogni presenti senza compromettere le risorse delle generazioni future.

Risoluzione dei Conflitti: Favorire il dialogo e la comprensione reciproca per risolvere le dispute e costruire una pace duratura.

Conservazione Ecologica: Proteggere l’ambiente e promuovere pratiche sostenibili per garantire un pianeta sano per tutti.

Presentazione dei Vincitori del Premio Sunhak per la Pace 2025

Con grande onore, celebriamo quattro straordinarie personalità le cui innovative iniziative hanno dato un contributo significativo alla causa della pace e dello sviluppo sostenibile.

1. Patrick Awa

Fondatore dell’Ashesi University in Ghana, Patrick Awa ha trasformato l’istruzione superiore in Africa. Il suo curriculum innovativo combina leadership etica e formazione tecnologica all’avanguardia, preparando laureati capaci di affrontare sfide sistemiche come la povertà e le disuguaglianze. Il suo lavoro sottolinea il potere trasformativo dell’istruzione come pilastro del progresso sociale.

2. Hugh Evans

Fondatore di Global Citizen, Hugh Evans guida un movimento che mobilita le persone a intraprendere azioni concrete contro la povertà e le disuguaglianze. Grazie alla sua leadership, Global Citizen ha ottenuto impegni per oltre 43,6 miliardi di dollari, migliorando le vite di oltre 1,3 miliardi di persone in tutto il mondo. Il suo impegno ha ridefinito il concetto di cittadinanza globale, dimostrando il potenziale straordinario dell’azione collettiva nell’affrontare le sfide globali.

3. Wanjira Maathai

Prominente attivista ambientale e leader del Green Belt Movement, Wanjira Maathai è una pioniera nell’integrazione tra conservazione ambientale ed empowerment economico. Grazie alla sua guida, sono stati piantati oltre 51 milioni di alberi, contribuendo a combattere la deforestazione e l’erosione del suolo, mentre le comunità, in particolare le donne, hanno trovato nuove opportunità. Il suo impegno rappresenta l’importanza della sinergia tra sostenibilità ambientale e sviluppo comunitario.

4. Sua Eccellenza Sanana Gusmão

Ex Presidente e attuale Primo Ministro di Timor Est, Sanana Gusmão è riconosciuto per il suo incrollabile impegno nella non-violenza e nella pace. La sua leadership durante la lotta per l’indipendenza di Timor Est e i suoi sforzi per la riconciliazione hanno ispirato un modello globale di cooperazione tra nazioni colpite da conflitti. La sua dedizione al perdono e all’unità rappresenta un faro di speranza per l’umanità.

Un esempio per il mondo

Questi laureati incarnano gli ideali del Premio Sunhak per la Pace, dimostrando come gli sforzi individuali possano generare cambiamenti trasformativi e ispirare le future generazioni a costruire un mondo più giusto e pacifico.

Uniti nella Diversità: Il Ruolo delle Religioni nella Costruzione della Pace

La conferenza interreligiosa sulla pace e la fratellanza umana, intitolata "Cooperazione interreligiosa - fondamento per la fraternità umana e la cultura per la pace", ha evidenziato l'importanza del dialogo tra le diverse religioni come base per costruire una società coesa e pacifica. Durante l'incontro, si sono alternati interventi che hanno sottolineato il ruolo cruciale delle donne nei processi di mediazione e la famiglia come modello sociale. I relatori hanno condiviso messaggi di pace dall'Islam e dalla tradizione ebraica, enfatizzando la responsabilità individuale nel promuovere il rispetto e la comprensione reciproca. 

In particolare, la componente cristiana ha richiamato l'importanza della fratellanza e della solidarietà, sottolineando che le religioni devono essere strumenti di pace e non di conflitto. Inoltre, il rappresentante buddista ha enfatizzato la necessità di superare le divisioni e di riconoscere l'umanità comune che ci unisce, invitando tutti a scegliere di essere costruttori di pace. Questa sinergia tra le diverse tradizioni religiose ha messo in luce la ricchezza della diversità e l'urgenza di lavorare insieme per un futuro di armonia e giustizia.

Convegno sulla Cooperazione Interreligiosa e Fraternità Umana

di Redazione

“Cooperazione Interreligiosa: Fondamento per la Fraternità Umana e la Cultura per la Pace”, è il tema del convegno che si è svolto nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica a Roma, martedì 4 febbraio 2025.

Diritti Umani e Libertà di Coscienza: un Dialogo per la Pace

Nel contesto delle celebrazioni per la Giornata dei Diritti Umani, si è svolto a Roma, presso la Sala delle Bandiere dell’Ufficio del Parlamento Europeo, il convegno “Libertà di fede, credo e coscienza: sfide e conquiste per una cultura di pace”. Promosso da UPF Italia in collaborazione con altre organizzazioni, l’incontro ha offerto una riflessione multidisciplinare sulla libertà religiosa, valorizzando il dialogo come strumento per costruire società pacifiche e inclusive.

di Maria Gabriella Mieli

“Libertà di fede, credo e coscienza: sfide e conquiste per una cultura di pace” è stato il tema del convegno tenutosi presso la Sala delle Bandiere dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Roma, martedì 10 dicembre 2024.

L’evento è stato organizzato da Universal Peace Federation (UPF Italia), dalla Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo (WFWP Italia), dal Centro Studi sulla Libertà di Religione, Credo, Coscienza (LIREC) e in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia, con l’obiettivo di celebrare la Giornata dei Diritti Umani.

Cibo, Etica e Spirito: Le Religioni di Fronte alla Sostenibilità Alimentare

4 dicembre 2024 - In un mondo sempre più segnato da disuguaglianze e sprechi alimentari, il ruolo delle religioni e dell’etica nel promuovere modelli sostenibili diventa cruciale. Il webinar organizzato dalla UPF e dalla IAPD ha riunito esperti e leader spirituali per discutere come la cooperazione interreligiosa e i principi etici possano contribuire ad affrontare le sfide alimentari globali, offrendo spunti di riflessione e soluzioni pratiche.

di Carlo Zonato

Il webinar, moderato da Michele Cavallotto e organizzato dalla UPF e dalla IAPD, si è concentrato sul tema "Etica, spiritualità e sostenibilità alimentare". Cavallotto ha aperto l'incontro ringraziando i relatori e sottolineando l'importanza della cooperazione tra le religioni per affrontare le sfide alimentari globali. Ha evidenziato la disuguaglianza nella distribuzione del cibo e la necessità di ripristinare un senso di altruismo e solidarietà.

28 marzo 2025

Albertina Soliani*: “Salviamo il Myanmar, adesso”

«Un gravissimo terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito il Myanmar. Attualmente si contano migliaia di vittime. Sembra che Aung San Suu Kyi sia rimasta illesa nel carcere di Naypyidaw, danneggiato e colpito da incendi. Il regime militare non garantisce informazioni, aiuti o protezione alla popolazione, come già accaduto in passato in circostanze analoghe.

Il Paese, già devastato dalla dittatura militare, dalla violenza e dalla carenza di aiuti umanitari, privato di beni essenziali come cibo, medicine ed elettricità, ha un disperato bisogno dell’intervento della comunità internazionale. L’ONU e l’Unione Europea si mobilitino per far arrivare immediatamente aiuti al popolo del Myanmar. Si avvii in Myanmar un dialogo inclusivo per una transizione democratica conforme alle aspettative del popolo.

La comunità internazionale deve salvare il Myanmar. Adesso. Chiediamo al Governo italiano di farsi promotore presso l’Unione Europea di un piano strategico per salvare il popolo del Myanmar.»

Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi, già Presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Birmania”

Vi segnaliamo l'IBAN dell'Associazione per l'Amicizia Italia Birmania per contribuire alla raccolta fondi che stiamo lanciando per mandare aiuti per I colpiti dal terremoto in Myanmar. 

IBAN: IT02J0623012706000035930605 

Causale: Erogazione Liberale Terremoto Myanmar

 

Albertina Soliani è una Abasciatrice di Pace della Universal Peace Federation